Sala Belloni Betti+ INFO



L’ultima sala del percorso espositivo della Raccolta d’Arte Lamberti è dedicata al pittore Piero Belloni Betti, cugino di Giorgio Belloni e affezionato amico di Carlo Lamberti con cui condivise la passione per la pittura.
Belloni Betti era uno sperimentatore, ma la sua produzione è poco conosciuta perché, nonostante molti pittori suoi amici ritenessero la sua pittura di ottimo livello, egli non amava esporre al grande pubblico e quindi la sua fama rimase piuttosto limitata.
Il Lamberti però, essendogli amico, raccolse molte delle sue opere, sia quelle di grande formato, che si avvicinano alle esperienze simboliste, sia quelle di piccolissimo formato, quei dipinti che, a dispetto delle dimensioni, per cui potrebbero essere interpretati come schizzi, rappresentano inquadrature sorprendenti di paesaggi ampi e assolati o di piccoli angoli di giardino e appaiono perfettamente conclusi nel loro equilibrio compositivo e coloristico.
Anche Novello amava questi piccoli quadri di Belloni Betti, e fu lui a riunirne una quindicina, secondo una piacevole alternanza, in un’unica cornice dorata, la stessa che è possibile ammirare in questa sala.
Disse di Belloni Betti il pittore Arturo Tosi: "Questo è veramente nato pittore!". Quest’ultima tappa del percorso in Raccolta rappresenta anche un omaggio conclusivo alla figura di Lamberti che appare sia in un ritratto di Belloni Betti, Ritratto di Carlo Lamberti, seduto a dipingere in secondo piano, dietro ad un tavolo ingombro di carte e pennelli, sia nel bronzetto, che lo ritrae a figura intera, realizzato per lui da Paul Troubetzkoy, pittore e scultore di fama internazionale, con cui Lamberti venne in contatto grazie alla mediazione del già citato Vittore Grubicy de Dragon.
Il bel portamento, la naturale eleganza, l’atteggiamento informale sono i caratteri di Lamberti che meglio emergono da questi ritratti. Di essere un bell’uomo Lamberti era consapevole, come conferma la dedica che Novello aveva apposto dietro al Ritratto di Carlo Lamberti nello studio del 1926, di essere considerato dai posteri un collezionista raffinato, noto ed apprezzato, forse non se lo sarebbe aspettato.

 
 
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