Sala Belloni+ INFO



Un nucleo consistente di opere della Raccolta è rappresentato dai dipinti di Giorgio Belloni, il più celebre tra i pittori codognesi, noto anche all’estero per la frequenza della sua attività espositiva fuori dal nostro Paese.
Belloni è conosciuto soprattutto come pittore di marine, ma in realtà la sua attività fu vasta e molto varia soprattutto nella prima fase della sua carriera, quando sperimentò diversi soggetti, dal paesaggio al ritratto, dalla natura morta ai dipinti di situazione.


Tutti questi aspetti della produzione di Belloni sono riuniti nelle opere esposte nella Raccolta Lamberti, che quindi rappresenta un apprezzabile compendio dei soggetti trattati da Belloni sia per varietà, sia per qualità.
Dalle opere giovanili come Le rose o la Natura morta con frutta ai paesaggi montani come Rodifiesso o Paesaggio di montagna si sprigiona tutto il lirismo della pittura di Belloni, che il critico Ugo Ojetti definì “equilibrata, sussurrata, anche timida, con una sottile vena di malinconia che egli soffoca talvolta nella minuzia della sua osservazione davanti al vero … [con] una tecnica cauta, piana ed espertissima”.


Se l’equilibrio di cui parla Ojetti si manifesta magistralmente nell’Autoritratto nello studio, la tecnica si esprime pienamente nelle marine, per cui è giustamente famoso, e di cui alla Raccolta Lamberti è possibile trovare una discreta varietà, ma questi caratteri si ritrovano in maniera completa persino nei bozzetti preparatori per i suoi dipinti, come nello studio per Visione di pace, la cui versione definitiva è conservata alla Galleria d’Arte Moderna di Milano o nello studio per Torna il sereno acquistato, nella redazione finale, dal Museo Revoltella di Trieste.


Belloni era molto legato alla nativa Codogno, vi tornava spesso e qui amava dipingere le “cose di casa”, i suoi cari, l’ambiente codognese, i paesaggi che gli erano più familiari, e proprio uno di questi paesaggi, Il mio giardino, rappresenta l’opera di più recente acquisizione da parte della Raccolta Lamberti, dove è giunta grazie alla generosità della nipote di Giuseppe Novello, Maria Zucchelli, nel mese di settembre 2013.



 
 
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